E’ ormai sotto gli occhi di tutti come la digital transformation stia influenzando radicalmente l’evoluzione dell’industria audiovisiva di tutto il mondo. I dati dimostrano infatti come sia in corso una vera e propria trasformazione dell’industria dei contenuti, in particolare nelle dinamiche di distribuzione; come il file sharing ha alla fine ucciso la vecchia industria discografica, lo stesso avverrà con il video streaming per l’industria televisiva e cinematografica. E non è tanto una profezia, sta già avvenendo.

Ma forse ci vorrà ancora un po’ di tempo per soppiantare davvero tutte le vecchie abitudini; va infatti riconosciuto che nonostante i tassi di crescita dello streaming online siano già veramente vertiginosi, la cara e vecchia TV fa il possibile per resistere: l’Italia è infatti ancora il terzo Paese al mondo per tempo speso davanti alla TV tradizionale. Ed è in buona compagnia. Secondo il rapporto internazionale del mercato delle comunicazioni Ofcom datato 2014, anche gli americani (che sono i primi al mondo per consumo di contenuti televisivi tradizionali) spendono 4 ore e 42 minuti al giorno davanti alla TV, circa un’ora in più rispetto agli inglesi e ai tedeschi, e ben due ore in più rispetto ai telespettatori cinesi. Dal canto nostro, noi italiani spendiamo ancora oggi 4 ore e 36 minuti al giorno davanti al caro vecchio schermo televisivo (in media a persona).

Tempo speso davanti alla TV tradizionale nel mondo
Tempo speso davanti alla TV tradizionale nel mondo

Ma come dicevo, il mercato dei video online sta crescendo molto rapidamente. Va detto infatti che il potenziale di crescita del video streaming è molto più grande di quello della musica digitale. Per i ricavi annuali di video streaming e download è attesa una crescita di 6 miliardi di dollari (tra il 2014 e il 2020) solo negli Stati Uniti, quasi quattro volte la crescita prevista dal mercato della musica digitale. In totale ci si aspetta che nel 2020 l’intero comparto video online negli USA valga qualcosa come 13 miliardi di dollari.

I video online: un'opportunità che vale milioni di dollari
I video online: un’opportunità che vale milioni di dollari

Un recente sondaggio condotto da Deloitte tra oltre 2000 consumatori americani, da una chiara idea di chi comporrà questo nuovo mercato negli anni a venire: mentre gli americani oltre i 50 anni ancora si basano sugli abbonamenti Pay TV tradizionali, i giovani americani (in particolare i Millennials) preferiscono di gran lunga i servizi di streaming online. Alla domanda su quale sia, fra i servizi che sottoscrivono, quello più importante per loro, il 72 per cento di quelli di età compresa tra 14-25 ha nominato un servizio di video streaming, mentre solo il 58 per cento ha citato un abbonamento TV a pagamento. E questo la dice lunga su dove andrà il mercato nei prossimi 5 anni, soprattutto su quella che sarò la futura utenza alto spendente.

Le differenze generazionali nel consumo mediatico
Le differenze generazionali nel consumo mediatico

In ogni caso ad oggi c’è un solo player che è riuscito a fare la voce grossa nel mercato dello streaming online. Ovviamente sto parlando di Netflix, la più grande Internet TV del mondo, con oltre 75 milioni di abbonati in più di 190 paesi, dove ogni giorno vengono viste più di 125 milioni di ore di programmi televisivi e film, tra cui serie originali, documentari e lungometraggi, il tutto attraverso il video streaming online in modalità on-demand. Gli abbonati infatti possono guardare tutto ciò che vogliono in qualsiasi momento, ovunque e su un’ampia gamma di dispositivi compatibili dotati di schermo e connessione a Internet. I programmi si possono guardare, mettere in pausa e riprendere a piacimento, senza interruzioni pubblicitarie e senza alcun impegno economico ulteriore, oltre all’abbonamento sottoscritto.

Gli spettatori possono guardare Netflix praticamente su tutti i dispositivi connessi a Internet, compresi PC, tablet, smartphone, Smart TV e console per videogiochi. Il servizio fornisce automaticamente la migliore qualità di streaming in base alla larghezza di banda disponibile. Molti titoli, tra cui serie e film originali Netflix, sono disponibili in alta definizione con audio surround Dolby Digital Plus 5.1 e alcuni anche in Ultra HD 4K. Per scoprire i contenuti più interessanti per loro, gli abbonati possono contare su suggerimenti personalizzati generati con tecnologie avanzate e fino a cinque profili per altrettanti utenti diversi. Insomma, una vera rivoluzione.

La crescita inarrestabile di Netflix, dal 2012 ad oggi
La crescita inarrestabile di Netflix, dal 2012 ad oggi

Ad inizio 2016, dopo poco più di 5 anni dal lancio delle attività online, Netflix ha superato i 75 milioni di iscritti. Alla fine del Q3 gli iscritti al noto servizio di video streaming erano poco più di 69 milioni, mentre a fine 2015 erano circa 74 milioni (dal grafico si evince come solo nel 2015 ci sia stato un incremento di oltre 17 milioni di attivazioni); è chiaro come già questi dati certifichino l’Internet TV come modello di distribuzione prevalentemente per i contenuti audiovisivi già nell’immediato futuro. Netflix conta infatti di crescere di altri 6 milioni di utenti già solo nei primi tre mesi del 2016, considerando poi che Netflix è ormai praticamente in tutto il mondo (ad esclusione della Cina e di altri 3/4 Paesi).

L'incremento degli abbonati Netflix, dal 2012 ad oggi
L’incremento degli abbonati Netflix, dal 2012 ad oggi

Anche i risultati economici di Netflix sono di tutto rispetto, e stanno dando ragione a questo modello di business: i ricavi sono aumentati del 23% rispetto al trimestre di dicembre dello scorso anno, portando il fatturato totale del 2015 ad oltre 6 miliardi di dollari. L’utile netto di esercizio si attesta a 306 milioni di dollari, più basso rispetto allo scorso anno, ma gli analisti si aspettavano una contrazione anche superiore visti anche i continui investimenti che la società sta facendo in contenuti originali e sopratutto per la crescita a livello internazionale.

L'espansione globale di Netflix in 190 Paesi
L’espansione globale di Netflix in 190 Paesi

Non sono ancora stati resi noti i dati specifici del mercato italiano, ma quello che è certo è che la base utenti di Netflix è cresciuta molto più rapidamente al di fuori degli Stati Uniti di quanto abbia fatto all’interno. Con 5,6 milioni di nuovi abbonati (1,56 milioni a livello nazionale e 4,04 milioni di euro a livello internazionale) tra ottobre e dicembre, il quarto trimestre del 2015 è stato sicuramente il migliore in assoluto per la società in termini di crescita degli abbonati. Considerando che Netflix è diventata disponibile da poco in altri 130 nuovi Paesi (raggiungendo appunto quota 190 totali), si può prevedere che la crescita abbonati a livello internazionale non rallenterà affatto nel prossimo futuro, anzi.

Negli ultimi giorni Netflix ha anche diffuso dei dati molti interessanti estratti da uno studio di Sandvine che a mio parere fotografano molto bene quali saranno i rapporti di forza fra media nel prossimo futuro. Quelli di Netflix non si considerano in concorrenza solo con la vecchia filiera del mainstream, ma con tutte le attività che i consumatori possono svolgere durante il loro tempo libero, come ad esempio la lettura di un libro, giocare ai videogiochi, guardare la TV tradizionale, andare al cinema in corso, ecc. Nonostante le opzioni siano veramente tante, Netflix fa sapere che i suoi utenti nel 2015 hanno dedicato complessivamente 42,5 miliardi di ore al video streaming, e 29 miliardi di ore nel 2014. Inoltre, guardando solo il segmento on-line, il più recente dei dati Sandvine mostra come la maggior parte del traffico Internet in Nord America sia legato proprio a contenuti Netflix (precisamente il 37%).

Netflix ed il consumo di traffico Internet nel Nord America
Netflix ed il consumo di traffico Internet nel Nord America

Una ricerca di Cisco entra ancora più nel dettaglio, esaminando la sola componente mobile. E’ infatti evidente a tutti come negli ultimi anni sia cresciute le dimensioni degli schermi dei nostri smartphone, e come le reti mobili siano diventate più veloci; questo ha portato ad un aumento del consumo di contenuto video ed in generale di contenuti multimediali sui nostri dispositivi mobili. Sempre secondo Cisco, il traffico mobile continuerà a crescere in modo sostenuto anche nei prossimi anni, e a beneficiarne saranno proprio i contenuti video.

Netflix ed il consumo di traffico Internet da mobile
Netflix ed il consumo di traffico Internet da mobile

Dal grafico, basato sempre sui dati del rapporto Sandvine, si nota come il consumo di traffico da mobile sia alla fine distribuito fra una manciata di applicazioni, che alla fine dei conti rappresentano la parte principale dell’intero consumo dati da dispositivi mobile. In questo caso YouTube e Facebook rappresentano da sole il 36% del traffico mobile del Nord America durante le ore di punta. La presenza di Youtube al primo posto dimostra come la tendenza sarà quella di un massiccio consumo di contenuti video anche sul segmento mobile.

Jacopo Paoletti
JCP.im

Basti pensare che le applicazioni affamate di dati combinate insieme, sono una quotaparte sette volte maggiore rispetto alla vecchia navigazione web (HTTP); le maggiori app evidenziate nel grafico costituiscono infatti due terzi del traffico dati mobile, mentre le restanti (milioni) di mobile app disponibili sui vari store rappresentano il restante terzo del traffico mobile. Anche in questo caso Netflix, unica fra le app mobile a basarsi su un modello pay for subscription, si prende il 3,22% del traffico mobile, dato che è evidentemente destinato a crescere nei prossimi mesi.

Written by Jacopo Paoletti

"Sono un mostro. Proprio come te." (Cit.)

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